Archivi categoria: Attività

Bando per borsa di studio “S. Rosa” 2019

Il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ONLUS persegue tra i suoi scopi per un verso la tutela e valorizzazione dell’Archivio Storico del Monastero di S. Rosa in Viterbo, per l’altro la promozione di ricerche storiche sulla figura della santa viterbese e sul monastero che da lei prese il nome, sulla città di Viterbo e sul suo territorio. In tale ambito, bandisce, con il contributo della Università della Tuscia, del Comune di Viterbo, della Fondazione CARIVIT, e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa da Viterbo e con il patrocinio gratuito della Provincia di Viterbo e della Diocesi di Viterbo, una borsa di studio annuale secondo quanto di seguito indicato.

Bando borsa S. Rosa 2019

Una settimana di sorprese!

by Lucia Malvinni

Una nuova occasione per il Centro Studi Santa Rosa per far conoscere i tesori dell’archivio si è presentata nell’ambito dell’iniziativa CEI “Aperti al MAB”, ovvero l’apertura al pubblico di Musei, Archivi e Biblioteche ecclesiastiche.

Dal 3 al 9 giugno è stato possibile condividere con interessati e costanti visitatori parte dell’immenso patrimonio archivistico custodito nel monastero di Santa Rosa, Santa tanto amata e a tratti tanto poco conosciuta nel legame indissolubile con la città di Viterbo. Tra i numerosi visitatori abbiamo avuto una delegazione delle ambasciate presso la Santa Sede dell’Ecuador e dell’Argentina; un gruppo di sottufficiali dell’Esercito e il gruppo delle guide turistiche di Viterbo desiderose di presentare la figura della Santa ai visitatori. La visione di un “cabreo”, inventario dei possedimenti del monastero, di un “cilicio” o di un “quaderno di guerra”, hanno incuriosito e alimentato la voglia di conoscere la vita monastica di ogni tempo!

Grazie all’esposizione di queste chicche in ambienti così austeri e inimmaginabili, ogni visitatore ha confermato entusiasmo e meraviglia del lavoro documentario, competente, appassionato e professionale del Centro Studi.
Un doveroso ringraziamento a quanti sostengono, e a quanti vorranno nuovamente sostenere, con il contributo del 5×1000, la valorizzazione, la tutela e la fruibilità di un prezioso patrimonio artistico di cui il Centro Studi e le suore Alcantarine Francescane sono custodi.
Lucia Malvinni

#apertialmab: Santa Rosa si racconta alla città

by Sara Pretto

Dal 3 al 9 giugno ricorre in tutta Italia la settimana “Aperti al Mab” (Musei, Archivi e Biblioteche ecclesiastiche) con una serie di eventi per il pubblico volti a far conoscere il ruolo di questi istituti culturali sul territorio e nelle loro comunità.

A promuovere l’iniziativa è l’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei insieme ad altre associazioni e, ad oggi, sono stati oltre 290 i centri aderenti tra musei, archivi e biblioteche.

Anche il Monastero di Santa Rosa da Viterbo partecipa alla settimana culturale aprendo le porte dei suoi archivi alla città per condividerne la ricchezza e la bellezza: oltre all’archivio storico del convento, infatti, sono confluiti in sede anche i Fondi degli Archivi delle Clarisse Urbaniste e il centro viterbese è così diventato Archivio Generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste di tutta Italia.

Dietro le mura di un’istituzione antica quanto amata a Viterbo per la devozione alla Santa si nasconde un tesoro documentario che ancora molti non conoscono: sono oltre il migliaio le unità archivistiche conservate tra fascicoli, registri e volumi con pergamene, cronache e tanto altro materiale per un periodo che va dal xiii al xx secolo.

Carte attraverso le quali il culto a Rosa e la tradizione delle Clarisse hanno preso corpo nelle pieghe della storia connotando in maniera unica la città di Viterbo ma anche la conoscenza della Santa e delle seguaci di Chiara nel nostro paese.

Fonti talvolta non immediate da cogliere ma che, aperte, mostrate, spiegate grazie all’aiuto e alla competenza del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo (CSSRV), non smettono di svelare e comunicare la potenza e il fascino di un ordine religioso che ha irradiato nel mondo vocazioni appassionate e cammini di fede di straordinaria quotidianità.

Vale sicuramente la pena cogliere l’occasione di questa settimana speciale e fare lo sforzo di fermarsi a visitare l’Archivio, lasciandosi condurre in un percorso tra devozione e sapere antico che nel tempo non ha mai smesso di suscitare entusiasmo e meraviglia anche nel visitatore più distratto.

Locandina







Finanziamento 2 e 5 x mille del 2016

Il CSSRV onlus ringrazia tutti i sottoscrittori che ci hanno sostenuto nella dichiarazione dei redditi del 2016.

Per il 2×1000 abbiamo avuto 473 sostenitori, che ci hanno garantito 11.732,59 €.

Per il 5×1000 abbiamo avuto 51 preferenze, che ci hanno provvisto di

2.628,58 €.

Questi soldi saranno presto usati, secondo gli scopi del nostro statuto, per la valorizzazione culturale del patrimonio documentario del Monastero di S. Rosa.







2° workshop internazionale: Ripensare la reclusione volontaria

“Ripensare la reclusione volontaria nell’Europa mediterranea. Nuove fonti e nuove domande”: è questo il titolo del 2° workshop internazionale che si terra a fine marzo tra Roma e Viterbo.

La reclusione volontaria è un fenomeno antico e consolidato (ha origini precristiane), che assunse nel tardo medioevo una dimensione, o almeno una visibilità, mai più raggiunta. Tale pratica di vita religiosa era diffusa in tutta Europa, ma ebbe esiti e dimensioni diverse da regione a regione. In Italia (sebbene con differenze anche notevoli tra nord, centro e sud – almeno così parrebbe) il fenomeno, nel suo complesso, fu macroscopico. Nessun altro paese europeo raggiunse mai il numero di recluse e reclusi che fu presente nella nostra penisola.

Negli ultimi anni, il tema della reclusione volontaria ha attirato l’attenzione crescente di specialisti a livello internazionale. Il fenomeno è stato ed è ben studiato in Francia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi, ma non altrettanto in l’Italia, Portogallo e penisola balcanica.

Il convegno organizzato dalla dott.ssa Eleonora Rava in collaborazione con L’Institute of Mediaeval Studies della University of St. Andrews, il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo Onlus e con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum all’interno del programma “Marie Sklodowska, Curie” (grant agreement N. 751526) ha lo scopo di colmare questa lacuna storiografica.

Locandina del convegno