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Cerimonia di attribuzione della borsa di studio

Venerdì 22 novembre 2019 alle ore 16.00, presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori di Viterbo il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus conferirà pubblicamente ad un progetto di ricerca la borsa di studio annuale di 5000 € dal titolo “Un monastero, una città e un territorio”.

La borsa si è potuta realizzare con il contributo finanziario dell’Università della Tuscia, del Comune di Viterbo, della Fondazione CARIVIT, del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa da Viterbo e con il con il patrocinio della Provincia e della Diocesi di Viterbo.

Dopo una attenta selezione dei numerosi progetti giunti da varie parti d’Italia la commissione ha scelto di premiare la ricerca di Cristina Marucci, dal titolo “Viterbo e le conseguenze del colera del settembre 1837: in monastero, in città, nel territorio”.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Locandina

Nuovo riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali

Anche quest’anno il MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) ha riconosciuto la portata scientifica e la capacità di divulgazione delle ricerche condotte dal nostro Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus, finanziandoci con 1.900,00 € per la pubblicazione di un volume su una cronaca seicentesca inedita conservata nell’Archivio del Monastero di S. Rosa.

Un riconoscimento che per noi diventa richiamo a responsabilità e passione per continuare con costanza in questa direzione.

http://www.librari.beniculturali.it/it/contributi/convegni-e-pubblicazioni/

Ci trovate in fondo a questo elenco : PUBBLICAZIONI-2019

Ad machinam Sancte Rose: a proposito di acqua

by Filippo Sedda

Anche quest’anno le serate “presso” la macchina di S. Rosa hanno visto l’afflusso di migliaia di devoti viterbesi e non… e la lungimiranza delle sorelle Alcantarine con l’apertura delle porte del Santuario ha permesso a tutti di accostarsi a consegnare di persona una preghiera a Rosa, viva fonte di grazie.

In questa cornice, sabato sera 14 settembre alle ore 21.00, due soci del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus, Paolo Paganucci (neo-eletto Vice-Presidente del CSSRV) e Anna Proietti, hanno mostrato ad un folto numero di amici e curiosi il frutto delle loro ricerche sull’acqua e le fonti della città di Viterbo.

Ducere aquam et facere fontem” era il titolo dell’evento, tratto da una disposizione statutaria viterbese duecentesca a favore degli Eremitani della SS. Trinità; questo è anche il titolo del documentario ideato e realizzato da Paolo Paganucci, che descrive in una forma ampiamente divulgativa ma documentariamente rigorosa, gli aspetti storici, artistici, archeologici e popolari delle sorgenti, degli acquedotti, dei fossi e delle fontane della città di Viterbo.

È una narrazione tra ricordi personali, storia locale, antiche leggende e sconosciute curiosità  che ha un unico filo conduttore: l’acqua.

Il suo significato vitale e sacrale ne manifesta la sua necessità per l’uomo e per gli insediamenti urbani. Sotto gli sguardi attoniti e annuenti dei convenuti, Paolo ci ha condotti tra eventi storici dimenticati, fossi ed acquedotti ormai nascosti e storie e motivi che hanno determinato la realizzazione di strutture ed opere pregevoli per ingegneria ed arte.

A seguire Anna Proietti, inoltrandosi nei meandri inesplorati della documentazione conservata presso l’Archivio del Monastero di S. Rosa, ha individuato vari riferimenti alle fontane e alle fonti d’acqua inscritti tra le mura della clausura. Un viaggio affascinante tra fonti notarili, cronache e ‘abbadessati’, che, sempre attraverso il tema dell’acqua, ha offerto agli uditori uno spaccato della vita claustrale di 8 secoli.

L’invito finale e accorato della studiosa è quello di avere il coraggio di inoltrarsi con pazienza in questa foresta di documentazione inedita per attingere ancora a questa fonte ancora ricca di vitali e, direi, sacrali rivoli della storia monastica e cittadina di Viterbo.

Mostra “Fede e devozione: le reliquie di Santa Rosa”

by Lucia Malvinni

Continua la fede e la devozione per Santa Rosa con la nuova mostra “Fede e Devozione: le reliquie di Santa Rosa”, un immancabile appuntamento per la festa più attesa dai viterbesi e da quanti con spiritualità vivono tutti gli appuntamenti che si susseguono in questi giorni.
La mostra, allestita al Monastero, dove si conserva il Corpo Santo della piccola Rosa, parte dalla collocazione permanente e definitiva delle tavolette votive, con una sapiente  disposizione modulare e geometrica delle stesse, opera del nostro socio Paolo Paganucci. A colpo d’occhio il visitatore è quasi sorpreso, ma anche partecipe delle ” (Per) Grazie Ricevute”. Un’atmosfera di grazia che continua con la visione delle preziose reliquie della Santa, della manifattura con cui le suore realizzavano oggetti sacri, in particolare le rose (XIX sec.) con medaglia contenente un pezzettino di abito o di altre stoffe venute a contatto con il Corpo di Rosa. Ci sono poi le “misure”, ovvero i nastri di raso o seta che testimoniavano l’invariarata lunghezza del suo Corpo, e quelle delle mani e dei piedi con relativa autentica e certificazione (1841 e 1861). Bellissimi sono i cuscinetti realizzati con raffigurazioni a stampa da incisioni di rame.
Si prosegue nella seicentesca Sala del Refettorio dive si possono ammirare teche, cassette, ovalini e bracci reliquari contenenti ossa di altri Santi Martiri, come la tibia di Santa Beatrice (XIX sec.) o il cranio di Santa Costanza (XVII sec.). Interessante è la bacheca di legno che offre la raccolta di numerosi  encolpi, con reliquie di Santi vari, conservati nel Monastero e provenienti da altri Archivi ecclesiastici, come quello della chiesa di Santa Lucia di Arcevia, di recente acquisizione. La reliquia dunque, un bene da preservare e ancor prima conoscere e studiare, tutte prerogative, anzi direi peculiarità del Centro Studi Santa Rosa e di tutte le attività che con professionalità e passione esso intraprende.
Grazie al contributo della Fondazione Carivit, dell’università degli Studi della Tuscia, della Sopraintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, e del Comune di Viterbo è possibile visitare la meravigliosa e accattivante esposizione dal 31 agosto al 15 settembre 2019. Certi della  presenza di quanti vorranno apprezzare personalmente il superbo patrimonio, vi aspettiamo numerosi!

 

Bando per borsa di studio “S. Rosa” 2019

Il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ONLUS persegue tra i suoi scopi per un verso la tutela e valorizzazione dell’Archivio Storico del Monastero di S. Rosa in Viterbo, per l’altro la promozione di ricerche storiche sulla figura della santa viterbese e sul monastero che da lei prese il nome, sulla città di Viterbo e sul suo territorio. In tale ambito, bandisce, con il contributo della Università della Tuscia, del Comune di Viterbo, della Fondazione CARIVIT, e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa da Viterbo e con il patrocinio gratuito della Provincia di Viterbo e della Diocesi di Viterbo, una borsa di studio annuale secondo quanto di seguito indicato.

Bando borsa S. Rosa 2019







Una settimana di sorprese!

by Lucia Malvinni

Una nuova occasione per il Centro Studi Santa Rosa per far conoscere i tesori dell’archivio si è presentata nell’ambito dell’iniziativa CEI “Aperti al MAB”, ovvero l’apertura al pubblico di Musei, Archivi e Biblioteche ecclesiastiche.

Dal 3 al 9 giugno è stato possibile condividere con interessati e costanti visitatori parte dell’immenso patrimonio archivistico custodito nel monastero di Santa Rosa, Santa tanto amata e a tratti tanto poco conosciuta nel legame indissolubile con la città di Viterbo. Tra i numerosi visitatori abbiamo avuto una delegazione delle ambasciate presso la Santa Sede dell’Ecuador e dell’Argentina; un gruppo di sottufficiali dell’Esercito e il gruppo delle guide turistiche di Viterbo desiderose di presentare la figura della Santa ai visitatori. La visione di un “cabreo”, inventario dei possedimenti del monastero, di un “cilicio” o di un “quaderno di guerra”, hanno incuriosito e alimentato la voglia di conoscere la vita monastica di ogni tempo!

Grazie all’esposizione di queste chicche in ambienti così austeri e inimmaginabili, ogni visitatore ha confermato entusiasmo e meraviglia del lavoro documentario, competente, appassionato e professionale del Centro Studi.
Un doveroso ringraziamento a quanti sostengono, e a quanti vorranno nuovamente sostenere, con il contributo del 5×1000, la valorizzazione, la tutela e la fruibilità di un prezioso patrimonio artistico di cui il Centro Studi e le suore Alcantarine Francescane sono custodi.
Lucia Malvinni

#apertialmab: Santa Rosa si racconta alla città

by Sara Pretto

Dal 3 al 9 giugno ricorre in tutta Italia la settimana “Aperti al Mab” (Musei, Archivi e Biblioteche ecclesiastiche) con una serie di eventi per il pubblico volti a far conoscere il ruolo di questi istituti culturali sul territorio e nelle loro comunità.

A promuovere l’iniziativa è l’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei insieme ad altre associazioni e, ad oggi, sono stati oltre 290 i centri aderenti tra musei, archivi e biblioteche.

Anche il Monastero di Santa Rosa da Viterbo partecipa alla settimana culturale aprendo le porte dei suoi archivi alla città per condividerne la ricchezza e la bellezza: oltre all’archivio storico del convento, infatti, sono confluiti in sede anche i Fondi degli Archivi delle Clarisse Urbaniste e il centro viterbese è così diventato Archivio Generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste di tutta Italia.

Dietro le mura di un’istituzione antica quanto amata a Viterbo per la devozione alla Santa si nasconde un tesoro documentario che ancora molti non conoscono: sono oltre il migliaio le unità archivistiche conservate tra fascicoli, registri e volumi con pergamene, cronache e tanto altro materiale per un periodo che va dal xiii al xx secolo.

Carte attraverso le quali il culto a Rosa e la tradizione delle Clarisse hanno preso corpo nelle pieghe della storia connotando in maniera unica la città di Viterbo ma anche la conoscenza della Santa e delle seguaci di Chiara nel nostro paese.

Fonti talvolta non immediate da cogliere ma che, aperte, mostrate, spiegate grazie all’aiuto e alla competenza del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo (CSSRV), non smettono di svelare e comunicare la potenza e il fascino di un ordine religioso che ha irradiato nel mondo vocazioni appassionate e cammini di fede di straordinaria quotidianità.

Vale sicuramente la pena cogliere l’occasione di questa settimana speciale e fare lo sforzo di fermarsi a visitare l’Archivio, lasciandosi condurre in un percorso tra devozione e sapere antico che nel tempo non ha mai smesso di suscitare entusiasmo e meraviglia anche nel visitatore più distratto.

Locandina







Finanziamento 2 e 5 x mille del 2016

Il CSSRV onlus ringrazia tutti i sottoscrittori che ci hanno sostenuto nella dichiarazione dei redditi del 2016.

Per il 2×1000 abbiamo avuto 473 sostenitori, che ci hanno garantito 11.732,59 €.

Per il 5×1000 abbiamo avuto 51 preferenze, che ci hanno provvisto di

2.628,58 €.

Questi soldi saranno presto usati, secondo gli scopi del nostro statuto, per la valorizzazione culturale del patrimonio documentario del Monastero di S. Rosa.







2° workshop internazionale: Ripensare la reclusione volontaria

“Ripensare la reclusione volontaria nell’Europa mediterranea. Nuove fonti e nuove domande”: è questo il titolo del 2° workshop internazionale che si terra a fine marzo tra Roma e Viterbo.

La reclusione volontaria è un fenomeno antico e consolidato (ha origini precristiane), che assunse nel tardo medioevo una dimensione, o almeno una visibilità, mai più raggiunta. Tale pratica di vita religiosa era diffusa in tutta Europa, ma ebbe esiti e dimensioni diverse da regione a regione. In Italia (sebbene con differenze anche notevoli tra nord, centro e sud – almeno così parrebbe) il fenomeno, nel suo complesso, fu macroscopico. Nessun altro paese europeo raggiunse mai il numero di recluse e reclusi che fu presente nella nostra penisola.

Negli ultimi anni, il tema della reclusione volontaria ha attirato l’attenzione crescente di specialisti a livello internazionale. Il fenomeno è stato ed è ben studiato in Francia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi, ma non altrettanto in l’Italia, Portogallo e penisola balcanica.

Il convegno organizzato dalla dott.ssa Eleonora Rava in collaborazione con L’Institute of Mediaeval Studies della University of St. Andrews, il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo Onlus e con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum all’interno del programma “Marie Sklodowska, Curie” (grant agreement N. 751526) ha lo scopo di colmare questa lacuna storiografica.

Locandina del convegno