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Dalla carta al rame: vita quotidiana nel monastero di S. Rosa tra XVIII e XIX secolo

a cura di Chiara Sassi

Anche quest’anno le porte del Monastero di Santa Rosa si sono aperte a noi lasciandoci scoprire un tesoro inaspettato, o meglio, dimenticato. Tanto c’è ancora da raccontare riguardo a quel tesoro: poco alla volta lo tireremo fuori e ve lo mostreremo, come un bel panorama che si svela a noi man mano che ci avviciniamo.

La scelta del tema per la sesta edizione di La Notte degli Archivi, l’evento organizzato nell’ambito di Archivissima 2021, è nata spontaneamente a seguito dell’interessante progetto finanziato dalla Regione Lazio volto a valorizzare il patrimonio archivistico e storico custodito nel monastero, portato avanti dalla direttrice dell’archivio Eleonora Rava, dalla professoressa Paola Pogliani, dalla dottoressa Gloria Gubbiotto e dalla sottoscritta.

Il lavoro ha preso le mosse dalla schedatura analitica degli oggetti, a lungo rimasti accatastati in alcune sale inutilizzate del monastero, appartenenti agli ambienti della cucina e della mensa: utensili dalle forme e dai materiali più disparati, riconducibili a epoche diverse, impiegati nella vita quotidiana dalle monache di clausura.

Grazie al futuro Museo della Quotidianità, gli oggetti più rappresentativi, alienati per anni dal loro contesto, torneranno ben presto a “parlare” con il nuovo allestimento che occuperà i locali un tempo destinati alle cucine quattrocentesche.

Il valore di un manufatto viene ulteriormente impreziosito dal ritrovamento di una testimonianza diretta riguardante il suo utilizzo all’interno delle fonti archivistiche. Ecco perché la base di partenza del nostro lavoro è stata proprio l’attribuzione di una funzione agli utensili ritrovati e, ove possibile, di una datazione grazie allo studio dei camerlengati presenti all’interno dell’archivio, che coprono il periodo compreso tra il 1746 e il 1839. Inoltre, ai fini della ricerca, è risultata utile la presenza delle iniziali incise sulle stoviglie in rame e dipinte sui manufatti in ceramica, probabilmente parte del “corredo” personale delle monache all’interno delle mura claustrali; alcuni oggetti erano addirittura provvisti anche di data.

La scelta dei camerlengati, fonti spesso non molto apprezzate, ma che al contrario custodiscono informazioni preziose sullo scorrere del tempo dentro le mura monastiche, ha svelato quella che doveva essere l’organizzazione dei pasti quotidiana e di tutto ciò che vi ruotava attorno. Quest’ultima rientrava, insieme alla gestione del vitto e alla “quadratura dei conti”, tra i compiti principali svolti dalle camerlenghe, aspetto che emerge in maniera sistematica dalle carte prese in esame.

Cos’è quindi questo testo dal nome così importante? Il camerlengato è una sorta di diario compilato quotidianamente dalla camerlenga con tutti i dati che riguardavano i pasti consumati dalle monache e, più raramente, dalle educande e dalle novizie. Oltre alla lista degli alimenti si riportavano giornalmente anche le quantità e i costi degli stessi.

Il lavoro di compilazione era così metodico da annotare, alla fine di ogni mese e di ogni anno, una lista completa degli acquisti effettuati durante il periodo appena concluso e, ancora, un resoconto delle scorte alimentari “in avanzo” in quel momento, con l’indicazione dei rispettivi pesi e costi, e degli utensili o delle stoviglie presenti nelle cucine con riferimento al numero di pezzi, chiamato “Provisioni che si lassano in dispensa”.

Leggendo quelle righe ordinate e sistematiche, quelle liste così puntuali, non è difficile immaginare l’affaccendarsi delle monache per gli stanzoni freddi del monastero, sentire il rumore del pentolame durante la preparazione dei pasti per una comunità numerosa com’era nel XVII e XVIII secolo e incanalarsi nei corridoi quell’intenso profumo di spezie, prima fra tutte la cannella, così tanto apprezzate e ricorrenti nelle loro ricette.

Lo scandire del tempo era accompagnato, inoltre, da diversificate attività manuali, anch’esse testimoniate dagli strumenti ritrovati nelle soffitte. Una collezioni di foglie e petali che farebbe invidia a un botanico, se non fossero di stoffa. La maestria nel ricreare minuziosamente ogni piccolo elemento costitutivo di quei meravigliosi prodotti che la natura ci regala era una prerogativa delle abitanti del monastero di Santa Rosa.

Stoffa, cera, strisce di carta: semplici materiali si trasformano in veri e propri capolavori nelle mani sapienti delle nostre monache.

Guardandosi attorno in quelle stanze ricche di storia, ogni cosa è una conferma di quanto questa produzione fosse assidua e viva al tempo e come molto di quel sapere sia giunto fino ai giorni nostri.

A lavoro concluso, le immagini di queste tracce del passato erano divenute per noi così vive e “quotidiane” da sembrare doveroso mostrare ciò che i nostri occhi, giorno dopo giorno nel corso degli ultimi mesi, avevano potuto scoprire e ammirare perché diventasse un patrimonio condiviso. Bastava aggiungere il movimento e la parola per ridare vita a quegli oggetti inanimati…

Si tratta solo di un altro capitolo della storia di questo piccolo mondo lasciato in ombra per troppo tempo, le cui porte si sono finalmente aperte per svelare a tutti ciò che per anni è stato a beneficio di pochi.

A questo punto non ci resta che augurarvi una buona visione!

Aggiornamenti sul calendario dei Laboratori SPES

Per rispondere alle esigenze emerse in quest’ultimo periodo e per una migliore gestione organizzativa, l’inizio dei Laboratori SPES è rinviato al mese di novembre.

Il Laboratorio online: edizione di fonti liturgiche inizierà il 7 novembre; il termine per la presentazione delle domande è stato spostato al 30 ottobre.

Il Laboratorio online: edizione di fonti giudiziarie comincerà il 27 novembre e la scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata al 20 novembre.

Per qualsiasi informazione, potete scrivere all’email spes@centrostudisantarosa.org

Per scoprire tutte le attività SPES previste per l’autunno clicca qui.

E…state a Santa Rosa

Nelle serate del 28 agosto, del 5 e dell’11 settembre, il CSSRV organizza tre incontri per vivere il monastero di Santa Rosa come luogo di incontro, di cultura e di fede. All’interno della suggestiva cornice del chiostro, alle ore 21, i soci del Centro Studi in collaborazione con l’associazione Tessili Antichi e i volontari del Corteo Storico presenteranno la vita e i costumi di varie epoche che vanno dal XIII al XVIII secolo. Sarà la documentazione conservata nell’Archivio del monastero di Santa Rosa che guiderà i partecipanti attraverso i momenti più significativi relativi alla storia della Santa, del monastero e della città di Viterbo, evidenziando il rapporto osmotico che li caratterizza.
Anche i costumi del Corteo Storico saranno protagonisti: se ne spiegherà la simbologia si racconterà come, quando e perché furono creati, ricostruendo attraverso la documentazione d’archivio la “storia del corteo”.
Poiché la capienza del chiostro è limitata per ragioni di sicurezza e per il rispetto delle normative vigenti i tre incontri saranno su prenotazione.

Ingresso

L’ingresso è a donazione libera: il vostro contributo aiuterà il restauro e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Monastero!

Programma delle tre serate

28 agosto 2020, ore 21:00

Sfilata dei costumi del Corteo Storico del XIII e XIV secolo.
Relatori:
Eleonora Rava, I più antichi documenti del monastero di Santa Rosa
Volontari del Corteo storico, I costumi del corteo storico
Filippo Sedda, L’iconologia della più antica immagine di Rosa da Viterbo

5 settembre 2020, ore 21:00

Sfilata dei costumi del Corteo Storico del XV e XVI secolo.
Relatori:
Eleonora Rava, L’istituzione della processione civica di Santa Rosa
Volontari del Corteo storico, I costumi del corteo storico
Filippo Sedda, La bella memoria antica

11 settembre 2020, ore 21:00

Sfilata dei costumi del Corteo Storico del XVII e XVIII
Relatori:
Filippo Sedda, La vita di Rosa da Viterbo attraverso le fonti liturgiche
Volontari del Corteo storico, I costumi del corteo storico
Eleonora Rava, Le memorie segrete del monastero di Santa Rosa


Informazioni utili

Nel rispetto delle norme sanitarie e per garantire la distanza di sicurezza, la capienza massima del chiostro è di 100 persone. Pertanto gli ingressi saranno contingentati e si potrà accedere solo muniti di mascherina. L’entrata e l’uscita dal monastero saranno garantite attraverso un percorso circolare di sicurezza. All’ingresso verrà rilevata la temperatura con una pistola scanner e saranno presenti colonnine con gel igienizzante.

Festa di Santa Rosa 2020: eventi CSSRV

Dopo la pausa estiva tornano le attività del CSSRV: infatti tra fine di agosto e la metà di settembre una serie di appuntamenti connessi alla Festa di Santa Rosa animerà il Monastero. Nonostante le difficoltà dovute alla peculiare situazione sanitaria, il CSSRV non ha rinunciato a organizzare un vario programma di eventi culturali. Una mostra, visite guitate, serate culturali guideranno tutti i partecipanti alla scoperta degli edifici, delle opere d’arte, dei documenti e delle tradizioni connessi al culto della Santa e al Monastero stesso.

Ecco gli eventi a cui potrete partecipare nelle prossime settimane per conoscere la storia di un luogo e di un culto simbolo per la città di Viterbo.

Io vado a Santa Rosa

Continuano le visite guidate al monastero di Santa Rosa: ogni sabato dalle 15:30 alle 18:30 e ogni domenica dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:30 i soci del Centro Studi accompagneranno i visitatori alla scoperta dei luoghi di santa Rosa: la chiesa, il chiostro interno, la casa dove nacque Rosa. Per garantire una migliore organizzazione delle visite nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, è possibile prenotare a questo link. I gruppi saranno composti da un minimo di 3 persone fino a un massimo di 10.
Per informazioni e domande contattateci all’indirizzo
guide@centrostudisantarosa.org.

E…state a Santa Rosa

Il 28 agosto, l’11 e il 18 settembre alle ore 21 nella splendida cornice del chiostro del Monastero si terranno tre serate culturali organizzate dal nostro Centro Studi, dell’associazione Tessili Antichi Onlus e dei Volontari Corteo Storico. Ciascuna delle tre serate sarà dedicata alla conoscenza di alcuni aspetti della vita, dei costumi e della musica del periodo compreso tra il XIII e XVIII secolo. Tutte le informazioni sul programma e sulla prenotazione sono disponibili qui.

Testimoni di fede in terra di Tuscia

Il 28 agosto alle ore 17 sarà inaugurata presso il Monastero la mostra Testimoni di fede in terra di Tuscia, organizzata con la collaborazione con gli Istituti Culturali Ecclesiatici della Tuscia. La mostra, articolata in un percorso tra le reliquie e gli oggetti fondanti il culto dei santi della Tuscia, sarà aperta fino al 13 settembre, tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30.

 

Libere di scrivere

Siamo orgogliosi di annunciarvi che quest’anno il CSSRV parteciperà alla quinta edizione de La Notte degli Archivi, che per la prima volta assume una dimensione nazionale, coinvolgendo archivi di tutta Italia. La Notte degli Archivi, patrocinata dall’ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), rientra nel programma del festival Archivissima, che quest’anno si trasforma in digitale (il programma completo è disponibile qui).

L’edizione 2020 è dedicata alle donne, per testimoniarne l’importanza nei processi di trasformazione e di cambiamento che esse stesse hanno saputo attivare.

In questa occasione il CSSRV trasmetterà un video dal titolo Libere di scrivere. Scrittura ed emancipazione femminile intorno al monastero di S. Rosa da Viterbo (XV-XVII secolo), in cui saranno presentati alcuni documenti del Monastero di Santa Rosa da Viterbo, conservati nell’Archivio generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste d’Italia, curato e conservato dal nostro Centro Studi. Si tratta di testi prodotti da donne a uso di donne, che attraverso il mezzo digitale usciranno dal loro tradizionale luogo di conservazione per giungere nelle case e raccontare la storia di monache che attraverso la cultura riuscirono a proporsi come fautrici di libertà per mezzo del solo gesto scrittorio.

Non perdetevi quindi l’appuntamento a questo racconto digitale e partecipato: venerdì 5 giugno alle ore 19.45 in prima visione sulla nostra pagina Facebook.

È nata la SPES!

All’inizio del 2020, il nostro Centro Studi ha dato avvio, come ente capofila, a un progetto  volto alla formazione e  alla disseminazione delle conoscenze storiche: ha avuto origine così la Scuola di Paleografia E Storia (SPES) grazie alle convenzioni stipulate con l’Università di Napoli Federico II, con l’Università della Tuscia e con l’Università di Chieti e grazie alla collaborazione di enti come il Centro Europeo Ricerche Medievali, il Centro Studi frate Elia da Cortona, il Centro Studi S. Giacomo della Marca.

Lo scopo della neonata Scuola è quello di proporre iniziative di formazione e di approfondimento rivolte a chiunque abbia il desiderio di cimentarsi con la paleografia, voglia imparare a leggere e a interpretare documenti oppure desideri ampliare le proprie conoscenze e approfondire le proprie ricerche storiche.

Per questa ragione, come primo obiettivo, la SPES ha voluto organizzare due corsi pratici di paleografia: il primo, in partenza martedì 21 aprile, è rivolto agli studenti dell’Università della Tuscia, che potranno così familiarizzare con la lettura di documenti conservati nell’Archivio; il secondo, gratuito e di approfondimento, inizierà lunedì 20 aprile e sarà aperto a chiunque abbia già conoscenze pregresse.

Per maggiori informazioni sul calendario delle lezioni e sulle modalità di iscrizione, visita la pagina dedicata!

Iniziative per la solidarietà digitale

Considerata la generale chiusura di tutti i luoghi della cultura a causa dell’emergenza sanitaria, molti Istituti, case editrici ed enti hanno messo a disposizione gratuitamente le proprie risorse digitali. Anche il nostro Centro Studi ha voluto contribuire alle iniziative di solidarietà digitale: nei giorni scorsi sono state rese disponibili le nostre pubblicazioni su questa pagina e su Academia.edu. Inoltre, qui di seguito sono segnalate le iniziative di case editrici, biblioteche, archivi, enti per rendere fruibili le proprie pubblicazioni e risorse per la ricerca storica. Si tratta di un elenco ancora parziale e qualsiasi ulteriore segnalazione è ben accetta: potete scriverci compilando il modulo in fondo alla pagina.

  • Il MiBACT ha stilato un elenco, diviso per regioni, di tutte le iniziative messe in campo da archivi, biblioteche e musei.
  • La SISMEL e la Fondazione Ezio Franceschini hanno reso consultabili liberamente le banche dati MIRABILE fino al 15 maggio.
  • JSTOR ha ampliato l’offerta open access alle proprie risorse fino al 30 giugno.
  • OpenEdition Books e OpenEdition Journals, che raccolgono buona parte delle pubblicazioni delle Presses Universitaires francesi, quelle dell’École Française de Rome e di molte altre istituzioni, hanno aggiunto nuovi materiali disponibili gratuitamente: qui un elenco completo di tutte di pubblicazioni disponibili.
  • La Cambridge University Press ha reso disponibili gratuitamente circa 2000 e-book fino al 31 maggio.
  • Anche la Oxford University Press ha reso open access gli e-book della collana Handbooks fino al 30 aprile.
  • Le piattaforme eBook Academic Collection – Ebsco e la University Press Scholarship Online raccolgono le pubblicazioni di altre case editrici universitarie, che saranno fruibili liberamente fino al 31 maggio, nel primo caso, e fino al 30 aprile, nel secondo caso.
  • Project MUSE, in collaborazione con diversi editori, ha reso liberamente consultabili diverse riviste fino al 30 giugno.
  • La casa editrice All’insegna del Giglio ha ampliato l’offerta dei volumi accessibili liberamente, comprese alcune pubblicazioni della Scuola Archeologica Italiana di Atene.
  • La Brepols ha reso possibile l’accesso in modalità sola lettura di svariati e-book ed e-journal almeno fino al 31 maggio.
  • Anche la casa editrice Brill ha reso disponibili alcuni e-books: si tratta per lo più di materiali riguardanti la pubblica sanità e la gestione delle crisi sanitarie, ma nella sezione Building solidarity and resilience in times of crisis è possibile trovare alcuni volumi riguardanti argomenti storici.
  • L’Istituto Storico Italiano per il Medioevo ha reso in libero accesso le proprie edizioni elettroniche e alcune miscellanee; inoltre, sul portale della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura è stata pubblicata la collana Fonti per la storia d’Italia. Sullo stesso portale BEIC sono abitualmente disponibili molti materiali, così come sul portale Internet Culturale.
  • La Società Studi Valdesi ha reso disponibili alcune delle sue pubblicazioni.
  • L’Index of Medieval Art curato dall’Università di Princeton sarà disponibile open access fino al 1° giugno.
  • La Rete Indaco, promuovendo la campagna Io leggo digitale, ha proposto tantissimi e-book: tra le varie sezioni, è possibile consularne una dedicata alla storia.
  • Consultabile liberamente è la World Digital Library dell’UNESCO.
  • Infine, uno strumento utile di raccolta delle risorse, abitualmente disponibili online, è: https://fontistoriche.org/ . Sempre consultabili liberamente sono Project Gutenberg, Liber Liber e archive.org

Se vuoi suggerirci altre risorse online