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Avviamento all’uso di CTE 2021

Classical Text Editor: modulo base e avanzato

Un applicativo comune come Word di Microsoft non soddisfa esigenze specifiche di filologi, paleografi, diplomatisti, che sovente incontrano problemi nel gestire i propri lavori o sono sottoposti a snervanti e meticolose correzioni di bozze. Diversamente, Classical Text Editor (CTE) può gestire diversi livelli di apparati e note critiche, gli indici e testi in scritture sinistrorse (come ebraico e arabo).

Classical Text Editor è un’iniziativa dell’Austrian Academy of Sciences e di CSEL, ideata da Stefan Hagel.

Obiettivo

Le lezioni mirano ad approfondire la conoscenza del programma CTE. La parte teorica si accompagnerà immediatamente con la pratica per permettere di prendere confidenza con l’applicativo. Verranno fatte esercitazioni mirate, da svolgere in classe e autonomamente. Finalità del corso è quella di costruire il modello di lavoro secondo le proprie esigenze testuali e critiche.

Visto il carattere fortemente individualizzato la partecipazione è a numero chiuso: massimo 15 persone. Per motivi organizzativi deve essere garantito un minimo di 6 iscritti.

Le lezioni si svolgeranno online sull’applicativo Zoom. Verrà approntata una classroom dedicata per la condivisione dei materiali didattici e la messa a disposizione delle lezioni registrate sulla piattaforma E-SPeS con un forum per facilitare l’interazione con il docente.

Programma

MODULO BASE

Lunedì 31 maggio dalle 16.30 alle 19.30 

Installazione (Win e Mac) – release – licenze – ambiente di prova – finestre di lavoro – visualizzazione di stampa – importazione file di testo – templates – salvataggio e formati

Martedì 1 giugno dalle 16.30 alle 19.30

Layout pagina semplice, a colonne – margini e paragrafo – sezioni e capitoli – intestazione e piè di pagina 

Lunedì 7 giugno dalle 16.30 alle 19.30

 Apparati e note (setting) – Macro – sillabazione 

Martedì 8 giugno dalle 16.30 alle 19.30

file associati – sincronizzazione – inizio costruzione di un template personalizzato

MODULO AVANZATO 

Lunedì 21 giugno dalle 16.30 alle 19.30

Funzioni di layout pagina – Setting apparati e note – File associati e sincronizzazione

Martedì 22 giugno dalle 16.30 alle 19.30

Creazione indici – Lavorare con grafici e immagini – Bibliografia

Lunedì 28 giugno dalle 16.30 alle 19.30

Sigle dei manoscritti – Finestra di collazione (new)

Martedì 29 giugno dalle 16.30 alle 19.30

Costruzione di un modello personalizzato avanzato in base al proprio testo da editare

Contributo

Il contributo per il corso è di 150 € per ciascun modulo, di 200 € per chi frequenta entrambe. Potrà essere versato attraverso bonifico bancario al seguente IBAN: IT18I0100514500000000001267 o tramite paypal.me/cssrv cliccando il bottone “invia” (o nel bottone “Donate” del sito), precisando sempre la causale: “Contributo CTE 2021 – Nome cognome”.

Iscrizioni

Le iscrizioni dovranno pervenire attraverso questo modulo entro il 24 maggio 2021. Al raggiungimento del numero minimo dipartecipanti verrà data comunicazione per il perfezionamento dell’iscrizione con il versamento del contributo. Prima dell’inizio delle lezioni gli iscritti saranno inseriti in una classroom dedicata sulla piattaforma e-SPeS, in cui avranno a disposizione i materiali didattici, le registrazioni e le esercitazioni.

È previsto un attestato di partecipazione se si è frequentato il 75% delle lezioni.

Per scoprire tutti  i corsi e i laboratori SPES previsti per l’autunno clicca qui.

Le nostre convenzioni

A cura di Luca Polidoro

A conferma del fondamentale legame con il territorio di Viterbo, il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ha recentemente siglato importanti accordi con due importanti istituzioni della città.

Il primo è il protocollo di intesa per attività di collaborazione presso l’Archivio di Stato di Viterbo, sottoscritto tra il presidente del Centro, prof. Attilio Bartoli Langeli, e il direttore dell’Archivio, dott. Angelo Allegrini, con l’obiettivo di promuovere la valorizzazione del patrimonio archivistico conservato presso l’Istituto, nonché di realizzare attività didattiche nei settori della paleografia, della diplomatica, dell’archivistica e dell’edizione ed esegesi delle fonti. È altresì prevista la condivisione di iniziative scientifiche e progettuali, di ricerca e di consulenza, in particolare per l’elaborazione e la pubblicazione di ricerche, studi e dossier, anche multimediali, come pure la partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e internazionali.

Il secondo è la convenzione sottoscritta lo scorso 10 marzo dal presidente del Centro e dal presidente del Consorzio per la gestione delle biblioteche provinciale “Anselmo Anselmi” e comunale degli Ardenti, dott. Paolo Pelliccia, è relativo al patrimonio archivistico e bibliografico dell’istituto, che conserva, oltre a preziosi fondi librari (manoscritti, incunaboli, cinquecentine, seicentine), l’archivio storico del Comune di Viterbo, complesso documentario ricchissimo nonostante le distruzioni e le dispersioni subite nel corso dei secoli, comprendente esattamente 4.148 pergamene (la Biblioteca Consorziale ha recuperato, in questi anni, tre pergamene) eterogenee per forma e contenuto. Tale cospicuo fondo, sommariamente descritto nel Catalogo delle Pergamene Sciolte, compilato più di un secolo fa dalla Commissione appositamente istituita dal Municipio per il riordino dell’Archivio Storico Comunale, attende dunque la realizzazione di un nuovo inventario redatto secondo criteri scientifici e auspicabilmente la regestazione, nonché la digitalizzazione delle singole pergamene. La sinergia tra le competenze del Centro e quelle del Consorzio consentirà dunque in primo luogo quegli interventi di catalogazione del patrimonio librario e di inventariazione di quello archivistico che costituiscono imprescindibile punto di partenza per il successivo approfondimento, studio e divulgazione della documentazione, riconnettendo la comunità locale e poi il più ampio pubblico a tali fonti culturali nel senso più ampio, favorendo l’investigazione sulle identità e sulle relazioni tra persone e luoghi. A tale scopo è infatti prevista l’organizzazione di seminari, conferenze, incontri di studio, lezioni tematiche, presentazioni di libri e convegni, unitamente alla collaborazione nella redazione della rivista Biblioteca e Società e nell’allestimento di mostre.

Video della firma della convenzione con la Biblioteca Consorziale di Viterbo

Discorso tenuto in questa occasione da Attilio Bartoli Langeli

L’occasione è per me così importante che leggerò un testo scritto. Non la si prenda per pedanteria, ma come una forma di rispetto per i miei interlocutori e per chi ci ascolta. E’ un omaggio che faccio alle mie personalità di riferimento in questo campo, cioè Roberto Abbondanza, Pietro Scarpellini e Gherardo Ortalli.

Nella politica dei beni culturali oggi prevale una logica mercantile. Agli occhi di chi ci governa il patrimonio storico, artistico e naturale si propone sempre più come una realtà non da preservare e difendere ma da sfruttare. Ricordiamo come si è impiantata e diffusa, nella nostra classe politica, quest’idea.

Negli anni Settanta Mario Pedini, ministro della cultura, teorizzava che i beni culturali sono il nostro petrolio. Poi gli Ottanta e l’invenzione dei giacimenti culturali di Gianni De Michelis. Poi la cartolarizzazione, estesa (con tutte le cautele, ma estesa) ai beni culturali, per definizione inalienabili.

Un’idea che trovava ricetto anche nelle sedi istituzionali più alte. Aderendo nel 2012 al Manifesto per la cultura lanciato dal Sole 24 ore il presidente Giorgio Napolitano scrisse: «Se vogliamo più sviluppo economico, ma anche più occupazione, bisogna saper valorizzare, sfruttare fino in fondo la risorsa della cultura e del patrimonio storico-artistico». Ecco la bandiera dello sfruttamento fino in fondo. Un teorema perfetto, tra petrolio e giacimenti e sfruttamento.

Per carità: se Caravaggio porta un bel ristoro, come si dice oggi, al bilancio del Ministero, ben venga. Ma piegare a questa logica l’intera politica dei beni culturali sarebbe cosa assai negativa. Non voglio insistere, oggi che parliamo della Biblioteca degli Ardenti e degli archivi che essa conserva, in primis l’Archivio storico del Comune di Viterbo, sulla “povertà” dei beni archivistici e librari. Povertà, sia inteso, rispetto a quei beni culturali che attraggono le folle. Il vittimismo e i complessi d’inferiorità non portano da nessuna parte. La salvezza vera di questi beni è un altro modo di pensare i beni culturali nel loro complesso.

Dichiarava nel 1986 la Corte Costituzionale che la «primarietà del valore estetico-culturale (…) non può essere subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici» e anzi, horribile dictu, diceva che la stessa economia deve ispirarsi alla cultura. Dichiaravano quel modo di pensare due altri Presidenti della Repubblica. Carlo Azeglio Ciampi nel 2003: «La cultura e il patrimonio artistico devono essere gestiti bene perché siano effettivamente a disposizione di tutti, oggi e domani, per tutte le generazioni. La doverosa economicità della gestione dei beni culturali, la sua efficienza, non sono l’obiettivo della promozione della cultura, ma un mezzo utile per la loro conservazione e diffusione». E Sergio Mattarella nel 2017: «Siamo custodi di un patrimonio straordinario, unico al mondo. Un tesoro che trae origine dalla nostra storia, dalla creatività, dalla cultura, dai territori, dalle comunità che l’hanno forgiato e incrementato nel tempo. (…) La fruizione dei beni e delle attività culturali è un valore e ha carattere pubblico».

In parole povere: i beni culturali non servono per far soldi. Sono i soldi che servono per un buon governo dei beni culturali. E le biblioteche e gli archivi sono lì per dimostrare, proprio in quanto beni “poveri”, la natura profonda, civile e nazionale, del patrimonio culturale. La non-economicità dei beni librari e archivistici ne fa i simboli più puri, meno condizionali dei beni culturali (al plurale) come bene comune (al singolare): come unico, totale, indivisibile bene comune. La consapevolezza dei beni culturali come bene comune si misura dal comportamento dello Stato non verso le punte di eccellenza, non verso le supreme evidenze archeologiche e artistiche, ma, per esempio, verso le biblioteche, verso gli archivi. Verso cioè quell’insieme enorme di libri e documenti che essi, biblioteche e archivi, conservano: libri e documenti alti e bassi, belli e brutti, importanti e umili. E’ questo insieme puntiforme, questi milioni di scritture a costituire quel tessuto continuo, quello spessore profondo, quel fondamento forte e diffuso sui quali si costruisce la cultura e la memoria di un Paese.

Se tutto questo è vero e condiviso, specialmente da chi ci governa, ben volentieri il Centro studi Santa Rosa da Viterbo si mette all’opera per rinforzare e valorizzare, cioè, quanto a noi, studiare e catalogare e pubblicare, quel patrimonio culturale cittadino e nazionale che è la Biblioteca degli Ardenti.

 

Corsi 2021 – I semestre

In questo primo scorcio dell’anno 2021 continueranno i due laboratori online di edizione di fonti liturgiche e di fonti giudiziarie (a cadenza mensile), iniziati a novembre scorso. Si aggiungeranno poi una serie di nuove proposte formative, che andremo man mano a presentare nel dettaglio.

NB: i corsi, che presentano il link cliccabile, sono attivi e presentati in post dedicati; la pubblicazione di tutte le informazioni in genere avviene circa un mese prima dell’inizio previsto del corso. 

Sondaggio

Se hai due minuti, compila questo breve sondaggio che ci aiuterà a capire i tuoi interessi e a calibrare meglio la prossima programmazione. Clicca il bottone!

Avviamento allo studio del libro antico a stampa

Il corso, che ha ricevuto il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), intende fornire gli strumenti di base per la catalogazione specialistica del libro antico a stampa. Saranno analizzate le caratteristiche materiali che differenziano il libro antico da quello moderno in relazione alla tecnica di stampa a caratteri mobili, soffermandosi in particolare sugli elementi tipografico-editoriali. L’analisi e la definizione delle parti del libro saranno finalizzate all’acquisizione di una corretta terminologia e metodologia descrittiva. 

A partire da una introduzione agli standard nazionali e internazionali, il corso, della durata di 20 ore, illustrerà le fonti d’informazione prescritte per le diverse aree della descrizione bibliografica e fornirà inoltre una breve rassegna di cataloghi e repertori cartacei ed elettronici utili all’identificazione di autori, edizioni, tipografi e marche tipografiche. 

Docenti 

MONICA BOCCHETTA  (Università di Macerata) 

FLAVIA BRUNI  (ICCU – Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle  biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche)

CALENDARIO 

Martedì dalle 17 alle 19.30

06 aprile:  Il libro antico: stampa a caratteri mobili, estremi cronologici, caratteristiche generali. (M. Bocchetta) 

13 aprile: Parti del libro. Formato. Segnatura, registro, formula collazionale. (M. Bocchetta) 

20 aprile: Marche tipografiche. Apparato illustrativo. I concetti di edizione ed esemplare. (M. Bocchetta) 

27 aprile: Finalità della descrizione bibliografica. Copia ideale. Impronta (LOC/STCN) (F. Bruni). 

4 maggio: Standard, modelli e formati nazionali e internazionali per la catalogazione del materiale antico: ISBD e Aree della descrizione bibliografica, FRBR, LRM, MARC21, UNIMARC, SBNMARC, RDA, REICAT, nuova Guida SBN. (F. Bruni) 

11 maggio: Edizione, emissione, variante, stato. (F. Bruni) 

18 maggio: Punti d’accesso e archivi d’autorità. Descrizione dell’esemplare: legatura, annotazioni marginali, possessori e provenienza. (F. Bruni) 

25 maggio: Strumenti per lo studio e la catalogazione dell’edizione e dell’esemplare (cataloghi, repertori e risorse di riferimento online e a stampa) (M. Bocchetta)

Iscrizione

Il contributo per il corso è di 50 €. Potrà essere versato attraverso bonifico bancario al seguente IBAN: IT18I0100514500000000001267 intestato a a Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus o tramite paypal.me/cssrv cliccando sul bottone “Invia” (o nel bottone “Donate” del sito), precisando sempre la causale: “Contributo Avviamento libro a stampa – Nome cognome”. 

Le iscrizioni dovranno pervenire attraverso questo modulo entro il 30 marzo 2021. All’atto dell’iscrizione sarà necessario allegare la ricevuta del versamento. Prima dell’inizio delle lezioni gli iscritti saranno inseriti sulla piattaforma e-spes dove sarà disponibile il materiale didattico. 

È previsto un attestato di partecipazione se si è frequentato il 75% delle lezioni e compilato il questionario finale. 

 

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Presentazione “Memorie segrete”

Sabato 27 marzo alle ore 17

modalità online

Presentazione del volume

Memorie segrete.

Una cronaca seicentesca del monastero di Santa Rosa di Viterbo

Ne parlano:

Tiziana Plebani, autrice di Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX), 2019

Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca

Saranno presenti i curatori.

Chi desidera partecipare alla presentazione sulla piattaforma zoom può registrarsi su questo modulo: https://forms.gle/uGDyZ7JqXywJuPLt6

È possibile seguire l’evento in streaming sulla pagina FB del CSSRV: https://www.facebook.com/CSSRV

Firma della convenzione con la Biblioteca consorziale di Viterbo

Il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus firmerà

una convenzione con la Biblioteca Consorziale di Viterbo

mercoledì 10 marzo alle ore 10.

Il dott. Paolo Pelliccia, commissario straordinario della Biblioteca consorziale di Viterbo e il prof. Attilio Bartoli Langeli, presidente del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus, firmeranno in diretta Facebook sulla nostra pagina:

https://www.facebook.com/CSSRV

Laboratorio di paleografia pratica e storia

Il Laboratorio di Paleografia pratica elementare ha costituito la prima delle iniziative previste dalla Convenzione Quadro firmata il 24 gennaio 2020 dall’Università degli Studi della Tuscia e dal Centro Studi Santa Rosa da Viterbo (CSSRV), con la finalità di «promuovere la ricerca e la didattica nell’ambito della storia della civiltà e del territorio e della valorizzazione e tutela dei beni culturali», con «attività didattiche nei settori della paleografia, della diplomatica, dell’archivistica, dell’edizione ed esegesi delle fonti, nonché collaborazioni volte al restauro dei beni artistici conservati nel monastero di Santa Rosa a Viterbo» (premesse e art. 1).

Il Laboratorio, attivato nella primavera del 2020, ha ricevuto apprezzamenti e consensi pressoché unanimi, da parte dei numerosi studenti che vi hanno partecipato (una novantina gli iscritti), dei responsabili dell’Ateneo e dei docenti della Scuola di Paleografia e Storia (SPeS).

A causa dello scoppio della pandemia di COVID-19, l’anno scorso il Laboratorio si è svolto interamente in modalità di didattica a distanza: in tutto 10 lezioni, ciascuna della durata di due ore. Dal momento che l’emergenza sanitaria continua, anche nel 2021 il Laboratorio si dovrà tenere in modalità di didattica a distanza, con lezioni registrate e messe poi a disposizione degli studenti insieme al resto del materiale didattico.

Le lezioni del Laboratorio hanno uno scopo essenzialmente pratico e si configurano come esercitazioni di lettura di testi medievali e dell’età moderna in latino e in volgare. L’esperienza dell’anno passato ha confermato che molti studenti non conoscono affatto o conoscono pochissimo il latino e la quasi totalità non ha alcuna nozione di paleografia e di diplomatica.

CALENDARIO DELLE LEZIONI 2021

Le lezioni del Laboratorio di Paleografia pratica e storia si svolgono dalle 17 alle 19,30 tutti i giovedì di marzo, aprile e maggio (tranne tre lezioni il mercoledì: il 31 marzo, il 14 aprile e il 26 maggio).

11 marzo

Gilda Nicolai, Eleonora Rava: Un tesoro da scoprire a Viterbo: l’Archivio del monastero di Santa Rosa. 

Attilio Bartoli Langeli: Un testo in volgare seicentesco dall’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo (la Memoria segreta, ca. 1650).

18 marzo

Paola Pogliani, Eleonora Rava: Verso il Museo della quotidianità del monastero di Santa Rosa di Viterbo.

Attilio Bartoli Langeli: Due testi in volgare dall’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo: un inventario di beni (anno 1344) e un registro di conti (fine del XV-inizio del XVI secolo).

25 marzo

Francesco M. Cardarelli: Il sistema abbreviativo medievale.

31 marzo (mercoledì)

Antonella Ambrosio: Due lettere pontificie dall’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo (1255 e 1256).

Gloria Gubbiotto, Chiara Sassi: La mensa delle monache dalla lettura dei Camerlengati del monastero di Santa Rosa da Viterbo (XVIII secolo).

8 aprile

Simone Allegria: Un instrumentum notarile dall’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo (1236).

14 aprile (mercoledì)

Antonio Ciaralli: Un documento notarile bolognese del XII secolo (con una coda folignate).

22 aprile

Francesco M. Cardarelli, Eleonora Rava: Sigilli e documenti sigillati conservati nell’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo.

29 aprile

Marialuisa Bottazzi: Epigrafi viterbesi (XI e XII secolo).

Paola Pogliani, Sabrina Sottile: Filigrana di carta e fiori di stoffa: il restauro dei reliquiari del monastero di Santa Rosa di Viterbo.

6 maggio

Filippo Sedda: Le letture per la festa di san Francesco in un codice della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi (ca. metà del XIII secolo).

Giorgio Capriotti, Eleonora Rava, Chiara Sassi: La collezione di dipinti e il restauro degli ex voto del monastero di Santa Rosa di Viterbo.

13 maggio

Rosalba Di Meglio: Un testamento dall’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo (1379).

20 maggio

Carlo Tedeschi: La scoperta a Casalbordino di un frammento di un codice dei Danti del Cento (secondo quarto del XIV secolo).

26 maggio

Antonella Ambrosio: Il ritrovamento nell’Archivio di Stato di Napoli di un frammento di codice dalla certosa di Padula (fine del XII secolo).

La teologia mistica di Iacopone da Todi

Presentazione del volume di Alvaro Cacciotti

 

17 MARZO 2021 ORE 17

PRESENTAZIONEONLINE

Su piattaforma Zoom

Presiede: Chiara Frugoni 

Interverranno: Alessandra Bartolomei Romagnoli, Fabiola Bernardini, Antonio Montefusco

Sarà presente l’autore.

 

Chi desidera partecipare sulla piattaforma zoom può registrarsi su questo modulo: https://forms.gle/vLUQSbX3E5b1NTSd8

Sarà possibile seguire l’evento in streaming sulla pagina Facebook del CSSRV:

https://www.facebook.com/CSSRV

Scarica qui il volantino.

Corso di Paleografia pratica superiore 2021

Obiettivi

Il corso si propone di analizzare alcuni casi peculiari della storia della scrittura latina medievale in un arco temporale che va dal IX al XVI secolo. L’approccio è squisitamente pratico, privilegia la lettura del documento, senza trascurare l’analisi della scrittura, il contesto documentario e storico-geografico. Si sono scelte fonti diversificate nel tempo e nello spazio, con un’incursione nelle scritture inglesi e scozzesi dal XI al XVI secolo.   

Destinatari

Studiosi e appassionati delle scritture e della storia con una competenza di base di paleografia e latino medievale.

Orario

16.00 – 19.00

Calendario

12 aprile

Attilio Bartoli Langeli, Le lettere di Margherita Datini (1384 ss.)

Francesco M. Cardarelli ed Eleonora Rava, Le riformanze del Comune di Viterbo relative all’istituzione della processione civica in onore di santa Rosa (1512) 

19 aprile

Carlo Tedeschi, Un manoscritto in protobeneventana dall’Abruzzo a Reichenau

Antonio Ciaralli, Scrivere nel Cinquecento: Vittoria Colonna e Michelangelo 

26 aprile

Marialuisa Bottazzi, L’iscrizione con epitaffio di Berta di Toscana (X sec.)

Simone Allegria, Un esempio di dicta testium a partire dall’indagine di frate Valasco sull’assoluzione in articulo mortis di frate Elia da Cortona (1253)

3 maggio

Maela Carletti, Il Liber iurium di Osimo (prima metà del XIII secolo)

Paolo Mari, Un consilium di Sallustio Bonguglielmi

10 maggio (lezione aperta a tutti su prenotazione)

Margaret Connolly e Rachel Hart (Università di St. Andrews), Panorama delle scritture in uso in Inghilterra e in Scozia dall’XI al XVI secolo (in lingua inglese)

17 maggio

Antonella Ambrosio, Un libro di spese della seconda metà del XV secolo

Filippo Sedda, Il sermone De bactalia Perusina di Bernardino da Siena riportato di propria mano da Giovanni da Capestrano

24 maggio

Rosalba Di Meglio, Un documento in curiale napoletana degli anni ’30 delTrecento

Paolo Cammarosano, Un documento anglo-normanno del secolo XI edito da Michael T. Clanchy

Iscrizione

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 4 aprile 2021 attraverso questo modulo (è necessaria una Gmail per la compilazione).

Il contributo per la partecipazione è di 35 €, fatte salve eventuali convenzioni per erogazione di crediti formativi a studenti delle università associate; potranno essere versati attraverso bonifico bancario al seguente IBAN: IT18I0100514500000000001267 o su paypal.me/cssrv cliccando sul bottone “Invia” (o bottone “Donate” in questo sito), precisando sempre la causale: “Contributo Paleografia superiore – Nome cognome”.

All’atto dell’iscrizione sarà necessario allegare la ricevuta del versamento. Prima dell’inizio delle lezioni gli iscritti saranno inseriti sulla piattaforma e-learning.

Attestato

A chi avrà partecipato almeno al 75% delle lezioni sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per informazioni: spes@centrostudisantarosa.org

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Access per umanisti

Crea il tuo database in 12 ore –

modulo elementare

Il corso ha l’obiettivo di rendere i partecipanti capaci di costruire un database adatto all’indicizzazione dei dati ricavabili dalle fonti documentarie più disparate (testamenti, compravendite, mutui, donazioni, registri contabili, lettere ecc.), tenendo conto della necessità negli studi umanistici di analizzare i dati dal punto di vista sia quantitativo sia qualitativo. Si utilizzerà il software Microsoft Access. 

Il corso ha un carattere eminentemente pratico: i partecipanti realizzeranno, infatti, insieme ai docenti un database per indicizzare i dati contenuti in un registro di camerlengato (sec. XVIII), conservato presso l’Archivio del monastero di Santa Rosa di Viterbo. 

MODELLO DIDATTICO 

Il corso prevede due moduli, uno elementare e uno avanzato. 

Il modulo elementare è così articolato: 4 incontri di 3 ore (12 ore complessive) di attività laboratoriale di gruppo. 

Nel secondo modulo avanzato sono previsti: 4 incontri di 3 ore a cadenza settimanale (12 ore complessive) di avanzamento e confronto collettivo.  

OBIETTIVI 

Al termine del corso il partecipante sarà in grado di:

  • realizzare database semplici e complessi in Access;  
  • creare maschere di inserimento; 
  • fare ricerche (query) semplici e incrociate; 
  • creare report. 

MATERIALI DIDATTICI

Ciascun corsista avrà a disposizione, all’interno di una piattaforma e-learning dedicata, materiali didattici di supporto e approfondimento degli argomenti trattati, le riproduzioni del manoscritto campione. È necessario che i partecipanti abbiano installato sul proprio computer il programma Microsoft Access e si suggerisce una qualche familiarità con le scritture della documentazione d’archivio.

ISCRIZIONI

Le iscrizioni al modulo elementare dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2021 attraverso questo link (è necessaria una Gmail per la compilazione).

Il contributo per la partecipazione è di 200 €, che potranno essere versati attraverso bonifico bancario al seguente IBAN: IT18I0100514500000000001267 o tramite paypal.me/cssrv (o nel bottone “Donate” del sito), precisando sempre la causale: “Contributo Access per umanisti – Nome cognome”.

All’atto dell’iscrizione sarà necessario allegare la ricevuta del versamento. Prima dell’inizio delle lezioni gli iscritti saranno inseriti sulla piattaforma e-learning. 

PER INFORMAZIONI

spes@centrostudisantarosa.org

 

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